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Ranitidina
  • 15/10/2019
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Ranitidina

Nei giorni scorsi è rimbalzata su tutti i notiziari, giornali e social la notizia del ritiro dal mercato dei farmaci antiacido a base di ranitidina da parte dell’AIFA, in alcuni casi con inesattezze (specie per quel che riguarda l’elenco dei farmaci ritirati) e, spesso, generando un po’ di confusione nei consumatori.

Vediamo, allora, di fare un po’ di chiarezza insieme!

La ranitidina è un farmaco antagonista dei recettori H2 dell’istamina, che agisce inibendo la secrezione acida e viene, perciò, adoperato nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessive di acidi, come la sindrome di Zollinger-Ellison.

In Italia la ranitidina viene commercializzata sia come farmaco soggetto a prescrizione medica, sia come medicinale di automedicazione, in forma di compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso.

Il ritiro è stato disposto per possibili impurità cancerogene, infatti, in alcuni lotti potrebbe esservi N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine, una sostanza classificata come probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla base di studi condotti su animali. Già nel 2018 la NDMA era stata rilevata in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani).

In questi casi, le autorità sanitarie operano secondo il principio di precauzione, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa così da ridurre al minimo i rischi per il paziente.

I farmaci con ranitidina sottoposti al ritiro diretto sono 195 prodotti dalla ditta indiana Saraca Laboratoriesma ma, a scopo precauzionale, l'Aifa ha anche disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da Saraca Laboratories, in attesa che vengano analizzati. 

Provvedimenti simili sono stati assunti o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell'Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei.

L'agenzia, inoltre, ha disposto anche il divieto di utilizzo di tutti gli altri farmaci con lo stesso principio attivo, in attesa di controlli: si tratta di una lista di 516 prodotti, tra cui anche il Buscopan antiacido, il Raniben in compresse, lo Zenitiva, lo Zantac, il Ranidil e l’Helax iniettabile.

 Perciò, se si è in cura con un farmaco a base di ranitidina prescritto dal medico è importante consultare il proprio medico prima possibile così da poter concordare un trattamento alternativo mentre se si assumono medicinali di automedicazione a base di ranitidina bisogna chiedere consiglio al medico o da noi in farmacia così da farsi consigliare un farmaco sostitutivo.

Desideri maggiori informazioni su questo argomento? Passa a trovarci in farmacia o contattataci tramite i nostri canali web, saremo lieti di fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno!

15 Ott 2019Commenti: 0

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